
Quando muore una corte? questa è la cosa che mi sono chiesto questa notte. Fra un pensiero a vuoto e l'altro. alla fine sono giunto alla conclusione. Una conclusione che mi soddisfa poco. ma cercherò di analizzare la cosa sbandierando in questa piazzetta vuota con solo gli amici cari e gli strani arceri che proteggono dall'Ombra, sempre che ancora ci siano. La conclusione cui sono giunto è la seguente: UNa Corte Muore, quando tutti se ne vanno. Non importa come, importa che se ne vadano... Analizziamo la cosa... se muore il re la corte non muore, perchè si sa... i re sono come i Papi e gli stupidi: morto uno se ne fa un altro. al massimo cambiano i cortigiani... ma la corte resta... Se il re Vive e i cortigiani no... Il re ne eleggerà di nuovi... ma se non c'è più nessuno? se misteriosamente tutti i pezzi della corte: il ciambellano, il concilio ristretto, le dame, i lord e i cavalieri... i servitori... se tutti vanno via... che succede? rimane un salone vuoto. e una corte morta. in questo caso specifico il popolo si rivolterebbe e metterebbe sul trono un altro fantoccio... ma la corte di cui vi sto parlando, non è una corte qualunque, era una corte senza re e senza cortigiani, era una corte fatta di popolo alla pari. Impossibile diranno alcuni, altri chiuderanno la pagina etichettando questo come 'Anarchia da due soldi' ... ma io vi dico che questa era una sorta di Corte dei Miracoli. O meglio era così che noi la chiamavamo. La chiamavamo perchè dei fasti di una volta non rimane che un triste piazza vuota. Queste le motivazioni che mi hanno spinto a pensare. queste e gli stimolanti commenti che ho letto nei miei vecchi post. Mio malgrado non sono più lo stesso Nau di una volta, voi stessi ve ne starete rendendo conto leggendo queste quattro righe, ho perso la manina dello scrittore. vi farei una eloquente alzata di spalle se solo poteste vedermi. In sostanza ragionavo sulla Solitudine. Sulla Noia che è come un fiume, che ti trascina in vortici di Svogliatezza, Ozio, Nullafacenza e Pigrizia... tutte cose stupende, intendiamoci... solo che dopo che navighi nel fiume sommo della Noia, ti accorgi che i tuoi compagni di viaggio sono scesi dalla barca.. e che anche il timoniere si è gettato per nuotare verso riva... Dannazione sei solo... ma perchè? Perchè c'è una cascata, e stai per cadere. Oh ecco perchè. E allora che faccio? mi rimetto sdraiato sulla polena, accendo una sigaretta (assolutamente anacronistica ma funzionale allo scopo) e mi godo la traversata fino agli scogli sotto la cascata. se mi farò molto male... magari considererò l'Idea di tornare a riva e di cercare quel dannato timoniere... così giusto per dirgli cosa ne penso di chi abbandona il posto di lavoro senza avvertire. Ma se fossi già caduto? e se mi fossi già fatto male senza accorgermene? La prospettiva mi terrorizza. Ora farò una cosa che non ho mai fatto. Vi risponderò. Si proprio a voi, che avete commentato... Perchè? perchè chi commenta DESIDERA ricevere una risposta è insito nella sua Natura. D'altra parte, lo so bene dato che anche io commento. Cominciamo con Skeggia, dato che sei nuovo in questa piazza vuota... ti dirò una cosa... Io vedo le cose sotto una prospettiva particolare, strana... Militarmente medioevale... e apprezzo chi, anche se virtualmente... copre le spalle. Benvenuto. se sarai fortunato, potresti entrare in un vortice pericolosissimo che potrebbe coinvolgerti: il vortice del mio 'Generatore di Coscenza Alternato' giusto per citare le parole del caro Marduk. Proseguiamo con Zaza: Non mi ammazza nessuno, micettina. L'erba cattiva non muore mai! ancora avanti con Celebrian (si me lo ricordo ancora): sai quel posticino in seconda fila? lo tengo sempre apposta per te. avanti con la piccola Fairy: E' vero, è un secolo che non ci sentiamo... Mi mancate da morire. Kia: che bacino piccolo? vieni qui e spupazzami per bene, dannazione! Marti: tu ci sei sempre in un modo o in un altro... non nego che mi fa piacere. Oddei chi mi dimentico?! mi dimentico sempre di qualcuno... Mmh... Oh ma cero l'utente anonimo... che indubbiamente mi conosce... 'Dio' non mi maledirà. non lo farà semplicemente perchè sa che ho ragione e che... si è vero che sono un maledettissimo Superuomo. ma non nel senso che intendi tu... nel senso più letterale del termine: 'Sopra L'uomo' mi diverto a fare il giudice.... chi sei tu per opporti a Dio?!
Naurhim | 06:55 | commenti (5)

DATA DI NASCITA? 9 ottobre-. SEGNO ZODIACALE? Bilancia -. IL SESSO è IMPORTANTE? Se dicessi di no sarei un mentitore. -. CREDI IN TE STESSO? Assolutamente Si. Innereien docet.
-. ALTEZZA? 1.90 -. COLORE DEGLI OCCHI? Castani
-. FUMI? Non più -. CI HAI MAI PROVATO? si -. SEI FAVOREVOLE ALL’ABORTO? Si
-. PREFERISCI SOGNI O REALTA'? Portare gli uni nell’altra
-. SEI FAVOREVOLE ALLA GUERRA IN IRAQ? Finirà come è finita in Vietnam, e come tutte le guerre moderne: madri che piangono e figli perduti, senza nessuna gloria. -. AI RAPPORTI OMOSESSUALI? Assolutamente Si, non esistono omosessuali o eterosessuali, solo gusti sessuali differenti.
-. CREDI IN DIO? HAHAHAHAHAHAHA.
-. QUAL’è IL TUO STILE? Prendi una Spada che ti faccio vedere il mio stile… -. IL TUO COLORE PREFERITO? Nero e blu, quello del cielo che si specchia nel mare. -. POTERE O GLORIA? Gloria, Onore, Rispetto e Libertà, il potere viene da solo dopo. -. DOLCE O SALATO? Salato.
-. AMORE O SOLDI? .Assolutamente Amore -. MARE O MONTI? Entrambi
-. LA COSA CHE NON HAI MAI FATTO MA CHE VORRESTI FARE? Vorrei seriamente bruciare una discoteca il sabato sera e caricare i fuggiaschi a cavallo…
-. è PEGGIO UN RIMORSO O UN RIMPIANTO? Un rimpianto.
-. SEI OTTIMISTA? si. -. TRE COSE KE GUARDI IN UN TIPO/A? Gli Occhi, Le Mani e i movimenti.-L’AMORE GIUSTIFICA TUTTO? No, L’Amore giustifica l’essere folli. Le follie non sono giustificabili.
- COSA MANCA NELLA TUA VITA? Un Cavallo e un’armatura.
-. NUMERO DI SCARPE? 44 -. PIERCING? No, per adesso, poi chissà. -. TATUAGGI? Quando troverò un simbolo che valga la pena portare inciso sulla pelle per il resto della mia vita ne avrò uno.
-. HAI MAI BECCATO LA/IL TUO/A TIPA CN UN ALTRO/A? Si. -. PERDONI IL TRADIMENTO? In Campo amoroso, se non mi importa nulla della ragazza in questione si, probabilmente io l’ho già fatto. In Battaglia il traditore fa amicizia con la mia spada -. SEI VENDICATIVO? Oh, si.
-. CHE COSA TI DISGUSTA? La Falsità e la razza degli uomini, salvo scarse eccezioni. -. QUAL’è LA PRIMA COSA CHE PENSI ALLA MATTINA? “Oddio… che ho fatto ieri?”
-. BEVANDA ALCOLICA PREFERITA? Vodka liscia, senza ghiaccio. Una bella Messina Fredda. L’idromele fatto bene. LA GUINNESS!!!
-. PER TE IL BICCHIERE è MEZZO PIENO O MEZZO VUOTO? Il bicchiere è vuoto. Ma galleggia nel mare.
Naurhim | 02:39 | commenti (5)

chissà per quale strana ragione sarò tornato a vedere il mio blog. eppure ci sono tornato, trovando angosce immotivate e quant'altro. come è giusto che sia. quando sono andato a rileggere i commenti sono rimasto spiazzato. mi hanno lacsiato della pubblicità nei commenti. capite? della insulsa propaganda nei miei pensieri e nei miei sfoghi!! allora ho pensato che forse era il caso di riaprire uno dei capitoli più oscuri e remoti del web e della mia vita: Sospiro Nel Vento. questo post forse non sancisce il moi ritorno, ma è sicuramente un inizio su cui lavorare. non sarete rimasti in molti a leggermi, forse in verità metto solo delle vuote parole pronte a disperdersi come inutili scintille che scoppiettano da un falò. in ogni caso rieccomi pronto a dispensare la mia saggezza d fattone di sinistra (Jhonny!!) come solo noi poveri priminati sappiamo fare. le luci si spengono, la sala tace, il sipario si apre, una nera figura appare e si inchina al suo pubblico di sedie vuote...
Naurhim | 18:26 | commenti (3)

7.13am giovedì 6 aprile 2006
ennesima notte insonne e immotivata. Credo che la cosa più saggia che avrei potuto fare sarebbe stata passare la nottata chino su un incomprensibile tomo di pedagogia… ma come ormai è risaputo, la mia saggezza va lentamente cedendo il passo al tanto amato fancazzismo. E quindi ho passato una piacevole nottata guardando lentamente tramontare la Luna dietro la collina che sta a ovest . come al solito la notte ha portato silenzio, e il silenzio ha portato malinconia, la malinconia ha portato a galla ricordi. Ricordi che credevo di avere seppellito in qualche cassetto sperduto di quella cloaca a cielo aperto che deve essere, vista da dentro, la mia mente. Dormite troppo lunghe… sveglie brusche con la scusa di una manifestazione di piazza a cui partecipare, vestirsi di fretta, magliette politicamente schierate e braccia stanche… un sorriso… una notte passata a ridere con gli amici e il vino, troppo forse, ma quella sera ci voleva… e la mattina a bestemmiare perché casa è lontana e tu sei fottutamente a piedi e con i postumi di una sbornia che non è stata ancora del tutto smaltita… una smorfia poco compiaciuta… la fine dell’anno al castello… ubriaco come un irlandese a guardare una splendida alba, brindando con un ringhio all’avvento di un fottutissimo anno nuovo con il Nano che mi tiene dal mantello dicendo “Nau, credimi, l’alba è più bella vista da qui che dal fondo del crepaccio…”… grassa risata… l’ultimo capodanno… affogato in litri di rum, vodka e quant’altro (Valg… mentre lo scrivo mi viene ancora da vomitare!!) bevendo per non guardare e non pensare, e facendo canoniche figure di merda!!
Perché, vedete, l’ubriaco non sta male per deficienza di informazioni… ma sta male perché ne riceve troppe. Per quanto ogni sbuffo faccia entrare nelle sue narici odore fetido di alcol frammisto a succhi gastrici egli sente tutto. Con le orecchie sente non quello che gli altri dicono ma quello che gli altri intendono, con la bocca dice quello che pensa, non quello che vorrebbe dire. E il passo barcollante non è perché non riesce a mantenere l’equilibrio… è perché sente girare la terra e ad ogni sussulto lui balla con lei. Ogni istante da ubriaco è un istante di vita vissuta che forse non ti ricorderai, ma vale la pena di essere vissuto. Vissuto e rovesciato su un marciapiedi. Perché anche quello è importante ^_^. Per quanto possa stare male dopo credo che appena riesco a riprendermi dalla ormai storica sbronza di capodanno una bella bevuta non me la tolga nessuno^_^.
Naurhim | 03:10 | commenti (7)

Guardo il panorama attraverso le mie orbite vuote riflesse nel finestrino del bus, cerco con gli occhi un punto di riferimento stabile, ma vedo solo alberi neri che passano veloci e luci lontane che sembrano piccole stelle il cui moto è lento e quasi impercettibile. Non so quanto sono lontano da casa. So solo che è ancora lontana e che il viaggio sarà ancora lungo. Sono stanco e il viaggio è reso insopportabile da chiacchiericci e cinguettii di volgari passeggiatrici. Tuttavia la musica che ascolto, anche se troppo bassa per coprire gli altri suoni, allieta i chilometri che mi separano da casa. In questi giorni mi sono spesso trovato a pensare. E non so più chi sono io davvero. Ma credo che il tutto sia dovuto al cambio di stagione e alla luna nuova… In compenso il caldo sta cominciando a tornare e le tiepide atmosfere primaverili si sostituiscono lentamente alle fredde temperature invernali che mi hanno stretto nella morsa della neve e del gelo quest’ultimo anno. Comincio a sorridere senza motivo guardando il cielo terso del mattino o il dominio incontrastato di una falce di lune alla sera, percepisco sottopelle il cambiamento. Ieri note mi sono trovato da solo a guardare le stelle dal mio balcone della Fredda Città Lontana e mentre fumavo una sigaretta ascoltando i Nightwish sono stato assalito da una marea di ricordi. I quali mi hanno perseguitato anche la notte, non capivo. Ma adesso ho capito cosa devo fare. È così chiaro. Proverò. Ma è una dura battaglia. Il mio obbiettivo è lontano adesso più che mai. E in questa battaglia non ci saranno amici o alleati. Sono stanco di stare in prima linea. Dopo questa battaglia mi riposerò. vi chiedo scusa se non riesco ad essere più chiaro, ma adesso on me la sento di essere più preciso.
Naurhim | 01:07 | commenti (3)

san Padrig protettore degli ubriachi di Guinness
Un buon san patrizio a tutti!
Ho passato una splendida serata davanti alla mia adorata guinness insieme ai miei amici. Sarebbe il caso di intessere i canti e le saghe che celebrano Fionn e i cavalieri di Fianna, antichi protettori dell’Eire… ma la mia testa non è in grado di raccontare saghe immersa per com’è nella guinness. Quindi, cari signori e gentili dame che venite a visitare il mio spazio virtuale, mi limiterò a un augurio senza troppi fronzoli e vi allego un raccontino di mia penna (che forse ho già postato… ma non ricordo… in questo caso chiedo scusa e mi giustifico con l’alcool…) mi auguro un buon proseguimento di giornata, o, se mi leggete alla fine della vostra luce una buona notte coronata dai più dolci sogni. A voi.
Il sole non era ancora sorto, e la luna piena era ancora alta nel cielo, quando , dalla sua cuccetta si alzò Aleksjei. Poggiò i piedi, che ancora calzavano gli anfibi logorati dalle lunghe camminate, a terra e si portò istintivamente una mano alla testa per scompigliarsi i capelli.
Si alzò dalla branda e si affacciò allo scheletro di una finestra, di cui ormai rimaneva solo l’apertura, e qualche pezzo del legno dell’infisso. Per avere pagato così poco non poteva chiedere di più. Sentì un brivido corrergli per le braccia nude quando l’aria della notte penetrò nella maglia che portava. Il paesaggio era semi deserto e solo qualcuno passava dalla strada, gli sguardi della gente sembravano così vuoti e senza speranza… Passandosi una mano sul braccio più volte per riscaldarlo, si allontanò dalla finestra, allungò una mano verso la cintura e se la allacciò ai pantaloni, pesti per la nottata. Guardandosi intorno, l’uomo si sentì avvolto da un innaturale senso di squallore: la stanza era spoglia, senza nulla appeso alle pareti, attaccata al muro nord c’era l’apertura che un tempo avrebbe dovuto accogliere l’infisso della finestra e la branda, una vecchia e logorata branda militare con su qualche coperta rattoppata e un cuscino ricavato da un sacco di juta riempito con della gommapiuma presa chissà dove; sulla parete sud erano appoggiati la sedia di legno e un piccolo tavolo, che fungevano da unico arredo, oltre la branda, e che erano serviti a Losha per appoggiare le sue cose; sulla parete ovest, crivellata da colpi di mitragliatore e sporca di antiche stragi, c’era un rubinetto senza lavabo. Losha si chiese se l’acqua arrivasse ancora a quel vecchio ferro. Girò la manopola e attese. Dopo qualche colpo di tosse il rubinetto prese a vomitare un flusso di acqua sporca di ruggine e polvere, Losha attese che l’acqua divenisse un po’ più pulita prima di lavarsi viso e collo e di berne un sorso. Chiuse la manopola ma l’acqua continuò ad uscire, l’uomo ne fu leggermente infastidito, ma in fondo lui se ne sarebbe andato presto da quella stanza. Prese una seconda cintura, con molti passanti e ganci dalla sedia e se la allacciò attorno alla vita sopra alla prima, indossò rapidamente le fondine vuote e il cappotto lungo. L’occhio corse rapido alla scrivania dove fino a poche ore prima aveva lavorato: un centinaio di proiettili erano stati segnati incidendo su di essi un simbolo composto da due linee una verticale più lunga e una orizzontale più corta che intersecava la prima all’incirca ai due terzi della sua lunghezza, in alto. Molti di essi erano stati già organizzati all’interno di caricatori e disposti in ordine in un angolo della scrivania. Losha organizzò l’ultimo caricatore e lo inserì in una delle due .45 appoggiate al tavolo, tirò indietro la parte superiore della canna e la pistola rispose con uno scatto, che assicurava la sua disponibilità a fare fuoco da quel momento in poi: si sentiva sempre molto rincuorato da quel rumore, fin’ora non lo avevano mai tradito. Fece la stessa operazione con l’altra pistola e infilò le due armi dal calcio di madreperla nelle fondine sotto il cappotto, infilò nei passanti del cinturone i caricatori rimasti. Ripose con cura infinita gli arnesi con cui aveva inciso i proiettili in un astuccio e lo mise in tasca, prese dal foderò la spada dall’elsa in argento e si passò a tracolla la fascia. Frugando nella tasca interna del cappotto tirò fuori un colletto bianco da prete e lo indossò, prima di uscire dalla porta della stanza indossò un paio di occhiali da sole e si fece il segno della croce, ancora l’acqua scorreva dal rubinetto dietro di lui. Un’altra giornata stava per cominciare. Aleksjei Korobkov aveva le pistole cariche e la lama affilata, tutti i presupposti fondamentali per una buona giornata.
Aprì la porta e uscì chiudendola alle sue spalle, camminando a passo svelto lungo il corridoio si infilò un paio di guanti di pelle che aderivano perfettamente alle dita. Le pareti erano ricoperte da fori di proiettile: anche quell’edificio era rimasto disabitato dopo la guerra e il panciuto gestore dell’albergo aveva aperto un’attività a costo zero… probabilmente le brande su cui faceva dormire i suoi avventori erano rimasugli trovati in qualche magazzino militare abbandonato dopo il disarmo.
Voltò l’angolo e scese le scale, che stranamente non scricchiolarono sotto i suoi piedi. L’ingresso era una stanza di medie dimensioni piena di polvere su una parete c’era un bancone che una volta serviva da portineria, dietro quello, un uomo abbastanza robusto e sudaticcio in canottiera guardava uno schermo che trasmetteva un qualche film a luci rosse gracchiando spasimi e parole soffocate dalla lussuria.
“al piano di sopra c’è una perdita d’acqua… un rubinetto rotto.” Disse Losha con tono pacato, l’uomo dietro il banco guardò preoccupato dietro di se e aprì uno sportello metallico che nascondeva dei contatori, gli occhi dell’uomo si posarono su quello dell’acqua e vide che girava. Il problema non era il costo dell’acqua, nessuno chiedeva più la tassa sull’acqua da quando quella zona era stata dichiarata disabitata dopo la guerra, era addirittura strano che quell’edificio fosse ancora fornito di acqua… “mi devi quindici crediti per la riparazione, diacono” “diciamo che ti risparmio la divina punizione per quei crediti… ma logicamente il Signore ha donato il libero arbitrio all’uomo… quindi… spetta a te la scelta” disse Losha puntando una delle pistole dritta sulla fronte dell’uomo. L’oste conosceva la setta dei Diaconi… erano stati istituiti dopo la seconda grande eresia dal Tribunale dell’inquisizione per epurare l’inquisizione, venivano rapiti dei bambini dalle famiglie che venivano successivamente “martirizzate” dagli inquisitori e gli veniva raccontato che i loro cari erano stati trucidati dagli eretici per i loro sacrileghi scopi, sviluppando così un odio viscerale verso questi nei poveri infanti. I bambini dovevano subire un durissimo addestramento al quale solamente pochi sopravvivevano. I più forti venivano investiti del titolo di Diacono e inviati nel mondo a giudicare i peccati e punire le eresie. Il corpo scelto dell’inquisizione. Nessuno sa cosa succedesse realmente a quei bambini durante l’addestramento. “v-va bene.” Sussurrò l’oste che aveva istintivamente alzato le mani.
Losha abbassò la pistola riponendola nella fondina. “Hai fatto la tua scelta. Che la Luce di Dio sia con te.”
Girò le spalle e cominciò a camminare verso la porta che dava sul suolo arido e polveroso della strada. Dopo qualche passo si voltò ed esplose un singolo colpo di pistola che traforò la scatola cranica dell’oste dipingendo di sangue e cervello la parete dietro di lui. “Non c’è pietà per coloro che non si pentono.”
Naurhim | 01:49 | commenti

signori e signore ogni tanto mi rifaccio vivo, è bello sapere che (forse) qualcuno ancora mi legge... avrei almeno una decina di file da caricare su queste pagine ma, per un motivo o per un altro mi ritrovo sempre qui davanti senza i file e nel momento sbagliato per scrivere... forse voi non lo sapete (o lo avete dimenticato) che i miei collegamenti per così dire "domestici" sono del tutto abusivi. ed è difficile che io vada in un posto dove la tecnologia non sia impantanata nella neve, laggiù dove sto adesso. ma come vedete... appena trovo il momento buono vengo a sviolinare le mie scritture qui. quanto alla mia vita... bha, per ora tutto bene, combatto come sempre le piccole battaglie di ogni giorno e non passa giorno che qualcosa non mi ricordi di stare attento a quello che faccio. qualcosa che mi dice "attento o sbaglierai ancora" magari è solo istinto, perchè no... in ogni caso, si stringono i denti e si va avanti, no? vi lascio uno degi innumerevoli pezzi che ho scritto in questi mesi. con l'augurio, a me più che a voi, di riuscire a inserire in questa maledetta macchina (stando lassù sto sviluppando un principio di Luddismo...) gli altri che giacciono dimenticati in qualche sottocartella nascosta e addormentata negli hard disk di qualche sprovveduta collega che ha lasciato alle mie famelica dita la sua tastiera... buona notte e (spero) a presto.
Naurhim | 22:20 | commenti

Sul crocicchio c’è un impiccato.
Il corpo è ormai marcio e poco dei vestiti che portava sono rimasti attaccati alle vecchie ossa
Un cartello, a mo di monito, è appeso al collo teso a cercare aria che non troverà.
Non riesco a capire la lingua del cartello. E la cosa mi spaventa a morte. E se dovessi compiere lo stesso peccato che ha condotto quest’uomo al suo ultimo crocicchio? Magari c’è scritto solo “egli non ama lo stato” o “egli non ha rispettato la religione” non lo capisco. So solo che non voglio finire come quel uomo impiccato al suo crocicchio.
Egli saluta congedando i viaggiatori con un urlo muto. E il vento che soffia attraverso le sue ossa e lo fa ondulare è l’unico alito di vita che egli ha. Tremo. Sembra che sospiri quando il vento lo scuote. Adesso non mi fa più paura. Sono perplesso si. Adesso riesco a leggere il cartello. E sono profondamente perplesso.
Scelgo la strada. In alto brilla una meravigliosa luna che lentamente, giorno dopo giorno, muore, per poi rinascere in tutto il suo fulgore. Mi incammino. E nella mia mente c’è solo quella frase, quella maledetta frase del cartello. Voglio dire… non mi sembra possibile. Io ho già commesso quel reato, ma nessuno ha deciso di impiccarmi. Forse qualcuno ci avrebbe provato. Ma non ho dato ascolto alle provocazioni.
La strada è nebbiosa e l’unico rumore è quello delle scarpe che sollevano troppa polvere. Vedo poco lontano per via della nebbia e sento i fomori che scappano al sentire i miei passi. Scappano silenziosamente lanciando silenziose minacce contro di me. Minacce che non mi sfiorano. Io li vedo ma quelli non possono sapere. Fuochi fatui e strane creature contorte vibrano nella notte fuggendo, ma non me ne preoccupo. Nella mia testa c’è solo quel maledetto cartello. Sarà una strada lunga e alla fine ci troverò delle persone. Come sempre. Ma nemmeno loro riusciranno a impiccarmi, perché io ho fatto di quella che chiamano colpa una forza eroica che mi sostiene. Si tengano la forca o vengano a prendermi. In ogni caso non saranno loro a vincere. Anche da morto ci saranno persone che continueranno a sfuggire alla loro forca. E la mia forza sarà dentro di loro. E continuerò a vivere sulle ali del vento.
Fino a quando non avrò indietro le mie.
Mi scuso con il sempre più scarso uditorio ma le mie possibilità sono sempre più ridotte, e messo davanti ad un computer mi stupisco ancora di riuscire a scrivere pigiando i tasti.
Ci sono ancora, spero per molto tempo.
Un saluto veloce a tutti voi.
(un bacio a Clear Wings… che è da un secolo che non vedo e un abbraccio a Kia, gli altri tanto li vedo ;) )
Naurhim | 22:05 | commenti (2)

ancora una volta nella mia pigione di vetro
in collegamento assolutamente abusivo dal pc dei miei posto ancora una volta... con la sempre viva speranza di riuscire a postare pù spesso... perchè Dio solo sa quanto vorrei scrivere!!! e rendere voi, miei ormai pochissimi lettori, partecipi dei miei scritti. Naurhim Che meravigliosa serata all’insegna delle vecchie e nuove amicizie la serata che ha dato il envenuto al nuovo anno!!! Nuove amicizie come quelle che si fanno in un posto nuovo dove c’è tanta gente che non conosci, vecchie amicizie come Valg e Gronk e l’alcool col quale ho avuto lunghe (troppo lunghe) discussioni quella sera. Discorsi che vanno, discorsi che vengono, e alla fine eccoci a fare la figura del cavaliere ubriaco a vomitare anche l’anima con accanto due crocerossini improvvisati. Troppe azioni non intraprese quella notte. Ricordi antichi, offuscati nell’immediatezza dai primi provvidenziali bicchieri, ricordi più recenti, affogati nei secondi bicchieri, ricordi dell’immediato, persi negli ormai insipidi terzi bicchieri. Ricordi, tutti, che sono finiti (insieme ai relativi bicchieri) sul selciato di un maneggio. E dovrei ringraziare… ringraziare Gronk per l’essere sempre lo stesso Gronk con il sole e con la pioggia, ringraziare Valg, per non smentirsi mai, per essere sempre vicino nel vero momento del bisogno (e non parlo solo di tenere la fronte, quello possono farlo tutti…) ringraziare quella persone che mi ha accompagnato a casa e tenuto la fronte pur avendomi visto si e no due volte, ringraziare quel giocatore incallito di freccette travestito da infermiere che ha pensato bene di allenarsi con il mio fondoschiena. Insomma tanti grazie. Avrei bisogno di sfogare tante cose. Ma non me la sento… dovrei parlare con tante persone. Ma non ne ho la minima voglia… insomma è un periodo che mi faccio davvero schifo. Più del solito ;) immagino che ormai sia superfluo dire che la decapitazione di qualche soggetto altamente sacrificabile mi risolleverebbe il morale vero? Ma anche la crocifissione non sarebbe male… ho bisogno del mio eremo sulle montagne… voglio un po’ quegli amici che ho lasciato li… vorrei evitare di pensare alle principesse per un po’… sarà forse giunto il tempo di alzare la testa e cominciare cavalcare da solo? Di nuovo mio/a Signore/a? Molto bene… visto che non ti fai sentire… aspetterò di capire cosa voglio io e cosa vuoi tu da solo. Ma se sbagliassi? Se interpretassi male tutti i segni? Cosa succederebbe? Non hai intenzione di dirmelo… nemmeno questo vero? Non vuoi proprio levarmi da quella strada maledetta su cui mi hai messo eh? Eppure io idiota colpevole che continuo a seguirti… si mio/a Signore/a, continuo a seguirti. Fino a quando non mi risponderai. O mi darai la mano per rialzarmi dalla polvere dove mi hai relegato o mi scaccerai. Qualunque cosa sarà meglio di questo squallido stallo.
Naurhim | 03:04 | commenti (11)

Buonasera a tutti, sn Giulia. sn qui x postare alcune parole d Naurhim. e voglio ringraziarlo, ma farlo fra i commenti nn ha molto senso, visto k ormai sn qui. e nn lo ringrazio solo x qll k ha già fatto, ma anche e soprattutto x quello k m hanno fatto ricordare qst sue parole. xkè mi hanno ricordato quello che sono. quello che siamo. Che cos’è uno spirito libero? Bhe… cercare di definire uno spirito libero è come cercare di afferrare il vento o l’acqua che scorre, non esiste un vincolo che lo possa trattenere, nemmeno in una definizione… anche se… ci avresti giurato, lo avevi in pugno, ma ad aprirlo hai sentito solo le dita lambite dal soffio dolce del vento. Uno spirito libero è un fuoco che brucia, è una scintilla. Non puoi sapere se si spegnerà o scoppietterà via da un momento all’altro. Uno spirito libero crede principalmente in tre cose. Crede nella Libertà, nella forma più pura di essa… la libertà dell’anima, non dalle carceri, non dalle convenzioni, non dalle case, non dalle abitudini… la libertà dal mondo. Egli è libero dentro. E sarà sempre libero, anche se rinchiuso in una stanza. In questa fede, vi è la forza dello Spirito Libero. Crede nell’Amore, si… perché lo Spirito libero ama. Ama più di tutti. Ama tutto quello che vede: ama il cielo, ama il mare, ama le donne, ama gli spazi chiusi, ama i treni, ama tutto. Certo, lui sa benissimo che questa sua scelta gli costerà moltissimo poiché ogni cosa che egli ama lo ricambia con lo stesso amore e vorrebbe tenerlo stretto solo per se. Ma lui lo sa che non si può fermare, e pur continuando ad amare tutti con la stessa passione , continua ad amare. In questa passione, vi è il potere dello Spirito Libero. Crede, ama, rispetta, onora il valore della Vita, egli sa benissimo che la vita è l’unico mezzo attraverso il quale può mettere in pratica la sua libertà e il suo amore, e non ha nessuna intenzione di fare passare anche un solo istante senza viverlo. Vive la felicità appieno, in modo da avere sempre presenti e vividi nella sua mente i ricordi felici che lo sostengano quando crede di non farcela. Naviga profondo nelle scure acque della tristezza, perché lui sa che solo esplorando la sua stessa tristezza sarà in grado di riemergere pulito dalla palude della disperazione. Vive tutte le parole che vengono dette da lui o da altri e rispetta ogni singolo fonema, in quanto idea altrui. Vive le lotte per le sue idee, e vive i pugni e le carezze.
Perché lui è libero. Lui è libero dentro. Perché liberi si nasce. Liberi ci si diventa. Liberi tutti. TUTTI.
Naurhim | 22:08 | commenti (11)

¤ Il Cielo da una prospettiva...Diversa... ¤
dalle stelle alla polvere, dalla luce al buio, dal vento al fuoco, Figlio del cielo soffocato dalla terra.
¤ This Version ¤
Broken Wings... per chi, come me...
¤ i love ¤
| CURRENT MOON moon info |
¤ and i hate ¤
| adopt your own virtual pet! |
¤ links ¤
...:::InnereieN:::...
Eddie
FairyDancer
Il Gioco Delle Parole
Leanan Sidhe
Phoenix
Scriccy
Sotto la Maschera di una BimbA InterrottA
Un Nido Per Kia
Zaza
¤ categories ¤
¤ counter ¤
*loading*... Viaggiatori di passaggio
¤ archive ¤
oggi
giugno 2008
aprile 2007
aprile 2006
marzo 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
¤ link me ¤

¤ thanks to ¤
Lucitia per il layout
Splinder per l'hosting
TxT per il template
Aethereality per i brushes
MagicBox per la texture